Il fascino del Buon Pastore

Postulazione don Tonino image-post (3)L’invito di Benedetto XVI donare a tutto il mondo Gesù Cristo, la Speranza che ci salva, ci spinge ad accogliere con entusiasmo i testimoni di speranza, che il Signore stesso ha donato alla complessità, talvolta confusa e pericolosa, dei nostri tempi. Sono passati quindici anni da quando Don Tonino ci ha lasciati per raggiungere la Patria di tutti. Pensiamo a lui,  non attraverso un semplice esercizio di memoria alla ricerca di immagini sbiadite,  ma come se lo vedessimo ancora oggi vivo ed operante in mezzo a noi.
Instancabile e vigoroso nel servire la Chiesa,  è sembrato inesauribile nel percorrere tutte le strade possibili per tessere, nella coscienza degli uomini, i fili di una coscienza cristiana, così fedele al Suo Signore da rendere attuale la beatitudine riservata ai costruttori di pace: con molta speranza, ma, anche, con molta angoscia. Gli si smarrivano gli occhi durante la guerra del Golfo ed il suo volto, ormai reso stanco dalla malattia, si adombrava di tristezza al ricordo di Sarajevo. Mai, durante il suo lavoro per la pace, ha, però, dimenticato di essere il pastore della comunità, che la Chiesa gli aveva affidato.

Tenero e generoso verso i poveri, ai quali aprì la sua casa, fraterno verso i sacerdoti, modello attraente per i chiamati al sacerdozio, fu un attento ed appassionato promotore di vocazioni laicali. Povero come Francesco e generoso servitore di tulle le miserie, come Vincenzo de’ Paoli, seppe leggere il segno della Gloria di Dio, anche sul volto di chi si abbrutisce, rinunciando alla sua dignità di uomo.omini un suscitatore di coscienze libere e costruttive.
Non esistevano per lui, volti senza nome, individui senza storia, poveri senza speranza. Ha avuto in dono da Dio una incredibile capacità di far emergere dall’anonimato le sofferenze nascoste e le virtù silenziose, come anche, una meravigliosa disponibilità ad ascoltare, accogliere, soccorrere.
Dovunque puoi trovare colore che lo hanno scelto come esempio da imitare. A molti egli ha saputo comunicare la gioia di una esistenza vissuta nella più totale gratuità, nell’orizzonte delle aperture più vaste. Nella chiesa è stato un pastore buono e generoso, nella città degli uomini un suscitatore di coscienze libere e costruttive. Molti parlano di lui come di un profeta.

Postulazione don Tonino image-post (4)E’ vero, Don Tonino è stato profeta, secondo lo stile proprio del cristiano e del vescovo. Ha parlato sempre in nome del Suo Signore, ha cercato di renderLo vicino a tutti, soprattutto con il suo stile di vita. Ha cercato di convincere i cristiani che essi stessi sono i portatori della più grande profezia: Gesù Cristo, Redentore dell’uomo.
Ogni profeta è un viandante; Don Tonino ha visitato gli emigrati della sua diocesi dall’Australia all’Argentina ed è accorso a testimoniare la volontà di pace, ormai indebolito dalla malattia, fino a Sarajevo, proprio mentre la violenza spargeva il terrore e confondeva  le  coscienze. Soprattutto i giovani hanno visto, incarnati in lui, gli ideali di una esistenza trasparente, piena, luminosa, degna di essere vissuta.
Il lungo, interminabile e lento procedere di volti giovanili nella Cattedrale di Molfetta, davanti ai suoi resti mortali, è stato, poi, il segno di una venerazione a lungo nascosta, divenuta ormai incontenibile.

Ma, qual era il segreto ultimo della sua vitalità spirituale?  Qual è il tratto più autentico della sua personalità ? La risposta a queste domande ci viene dal laboratorio dal quale provengono tutti i suoi scritti, ancora oggi letti e meditati. Chi ha avuto la grazia di frequentare Don Tonino sa che quel laboratorio è la Cappella e che il suo “maestro d’arte” è Gesù Cristo nella Santa Eucaristia. Davanti a questo Maestro, Don Tonino ha studiato, meditato, pregato, scritto. Da Lui ha imparato a gioire e a piangere, ad amare, con passione, la sua terra e tutta l’umanità. Da Lui ha appreso a donarsi senza misura; con Lui, sulla “parte libera della Croce”, ha vissuto i lunghi giorni della malattia. Per questo, Don Tonino Bello esercita un forza di attrazione potente e discreta sulle coscienze più giovani e più libere: è il fascino del Buon Pastore.

di S.E. Mons. Agostino Superbo, Postulatore della Causa di Beatificazione del Servo di Dio Mons. Antonio Bello (06/09/2008)

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