Deceduto Mons. Luigi Martella, vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi

martellaÉ deceduto S.E. Mons. Luigi Martella, Vescovo di Molfetta Ruvo Giovinazzo Terlizzi, colpito da infarto, nella tarda serata di lunedì 6 luglio 2015.
I funerali sono stati celebrati mercoledì 8 luglio 2015, alle ore 16,30 nella cattedrale di Molfetta, presieduti da S.E. Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari-Bitonto e presidente della CEP.
Il tragico evento lascia umanamente disarmati i famigliari di don Gino, il Vicario don Mimmo Amato, tutto il Clero diocesano e le comunità cittadine della diocesi.
Nella preghiera affidiamo l’anima di don Gino a Cristo Sommo sacerdote, Signore della vita.

Tra le attenzioni pastorali di Mons. Luigi Martella sarà memorabile il processo di canonizzazione del Servo di Dio Antonio Bello, dalle comuni origini idruntine, che egli volle avviare muovendo saggiamente i giusti passi.

Dopo aver ottenuto il nulla osta della Congregazione delle Cause dei Santi, il 27 novembre 2007, introdusse la causa con l’editto del 20 aprile 2008, istituendo gli Organi necessari e avviando, il 30 aprile 2010, la Prima sessione pubblica del Processo; concluso il processo diocesano il 30 novembre 2013, a venti anni dalla morte di don Tonino, qualche settimana fa, il 17 aprile 2015, ricevette, con visibile gioia, la nota vaticana che constatava “la validità della medesima Causa Diocesana sul caso e secondo le finalità di cui si tratta, fatto salvo tutto ciò che c’era da salvare secondo la legge. Senza opposizione alcuna sui pro e sui contro”.

“Mons. Antonio Bello, vescovo della speranza” aveva titolato la sua lettera a 10 anni dalla morte del Servo di Dio, e proprio per dar corpo a questa speranza, ormai indissolubile con la diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, don Gino Martella ha silenziosamente, e non senza fatica ed ostacoli, mantenute vive le opere istituite da don Tonino, come la CASA per i tossicodipendenti, la Casa di accoglienza per senzatetto, in qualche caso anche ampliandole, come l’istituzione dei centri Caritas in tutte le città della diocesi. Ci piace pensare che adesso che si sono reincontrati in cielo, certamente don Tonino avrà abbracciato don Gino e, fissandolo negli occhi, avrà chiesto scusa se la grande eredità spirituale e pastorale lasciata in diocesi, possa aver involontariamente adombrato il suo ministero episcopale.

Luigi Sparapano (Luce e Vita speciale, 8 luglio 2015)

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