Chiarimenti circa la causa di Canonizzazione del Servo di Dio Mons. Antonio Bello

don-tonino-1Sulla Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 16 dicembre sono state diffuse notizie ambigue e false circa il processo di Beatificazione del Servo di Dio Antonio Bello. Tali notizie sono state prontamente riprese acriticamente da organi di stampa locali che, rilanciando la notizia, hanno diffuso attese infondate.
Per l’ennesima volta spieghiamo che si è ancora nella fase diocesana del processo. Essa corrisponde ad una indagine istruttoria: raccolta di materiale appartenuto a don Tonino (lettere, manoscritti e quant’altro) e ascolto di testimoni sulle virtù eroiche. Tale fase di raccolta si presume possa concludersi nel 2013. Ciò non significa che si arriva ad una conclusione del processo, infatti il materiale sarà trasmesso alla Congregazione dei Santi, che dovrà:

1. verificare che l’indagine diocesana sia stata condotta in modo corretto;
2. affidare ad un Relatore la lettura di tutto il materiale raccolto;
3. Relatore e Postulatore devono preparare la positio, che consiste in una biografia documentata e nella presentazione delle virtù eroiche (la stesura della positio può constare anche di oltre mille pagine);
4. la positio viene esaminata da una Commissione cardinalizia facente parte della Congregazione dei Santi;
5. solo se vengono riconosciute le virtù eroiche il Servo di Dio viene dichiarato Venerabile, e non ancora beato.

Dopo di ciò bisognerà aprire un nuovo processo, con lo stesso iter del primo, sulla constatazione dell’eventuale miracolo: con istruttoria diocesana, comprensiva di una commissione medico-scientifica; tale documentazione viene inviata alla Congregazione dei Santi che istituisce una sua commissione scientifica e teologica che vaglia la veridicità del miracolo e, se viene riconosciuto come tale, la documentazione viene inviata al Papa perché possa decidere la proclamazione di santità del Venerabile. Come si vede, le visite che sono state annunciate di prelati e cardinali ad Alessano per il ventennale non hanno alcuna relazione con il processo.

I tempi del processo sono prescritti da apposite norme, e molto stringenti, emanate dalla Santa Sede. Lo abbiamo spiegato molte volte, e ancora una volta l’abbiamo ripetuto in questa sede con la speranza che non si creino false illusioni e la gente non si faccia ingannare da notizie pretestuose messe in giro solo per creare inutili clamori.

Mons. Domenico Amato (vicepostulatore)

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