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Chi spera, cammina, non fugge / Testo

 

Delia De Venuto, Classe IV H
Prof.ssa Sparapano Francesca

Descrizione dell’opera:

Il testo presentato vuole offrire una riflessione personale desunta dagli scritti e dalle testimonianze acquisite sulla figura di don Tonino Bello, soffermandosi sull’aspetto di fede e pace come frutto della convinzione che ci spera veramente, comunica (agisce), sta nelle situazioni concretamente e senza timore non fugge difronte alle difficoltà, ma cambia se stesso e il mondo in modo costruttivo.

Chi spera, cammina, non fugge

riflessioniAl servizio di tutti, la Chiesa.

Senza sentirsi diversi, senza sentirsi nemmeno tutti uguali. Quello che Don Tonino auspicava, insomma. Una Chiesa del grembiule; che scende dal suo trono, si veste di umiltà e giunge in tutte le strade della città, nei posti più poveri, più lontani, anche a chi non crede; perché non è quello l’importante. Non importa se hai qualcosa di diverso dal conformistico; non importa cosa ti veste o il colore della tua pelle, i lineamenti del viso o la tua lingua, la tua origine…

Quello che importa è ciò che riveste il tuo cuore, il colore della pelle che non giudichi, i lineamenti di un viso più o meno accentuato del tuo, che non noti, l’accento di una lingua lontana dalla tua, che apprezzi, la storia di un’ altra cultura, che ammiri. E non bisogna certo pensare che un nostro giudizio, un parere non conti, o che soli non siamo, che soli possiamo poco o nulla perché ognuno di noi è il pezzo di un puzzle che forma l’insieme. Immaginiamo un muro privo di un mattone o un quadro ricco di colori con una macchia nera. Ed è proprio questo che voleva far capire alla gente che conosceva, che l’aveva conosciuto, Don Tonino: che tu sei importante, che un tuo sorriso lo è, un tuo gesto, anche piccolo. Che sei qualcuno che vale, che non passa inosservato. Che sei importante per il mondo perché ami e quando lo fai, questo ti sorride. Ti sorride, sa farlo anche se sulla superficie ne succedono di cose tristi. Ti sorride perché non perde la speranza e nemmeno noi dobbiamo farlo. Dobbiamo sperare perché “chi spera, cammina, non fugge” , sebbene “ci sentiamo a pezzi, delusi, con tutte e quattro le ruote sgonfie e senza nemmeno una ruota di ricambio”.

Questo anche perché la Chiesa del grembiule è con noi, assieme a noi e non tra il Cielo e la Terra in qualità di tramite tra Eterno e finito.

E’ con noi in tutta la sua fragilità e con tutta la sua forza, pronta a rendere giustizia, a combattere quelle cose tristi, situate sulla superficie. Fino alla fine.

Così come il Don Tonino: assieme. Assieme a chi ne ha più bisogno; assieme agli ammalati, assieme agli sfrattati, ai tossicodipendenti, agli uomini di Chiesa…e agli uomini come te, innamorati della vita, della cultura, della gente e della dignità.

Era questo che si augurava il Vescovo: “Vogliamo bene alla gente, all’uomo, a tutti gli uomini, perché non c’è essere umano che non meriti di essere da voi considerato”.

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