LA PROMOZIONE DEL LAICATO

Postulazione don Tonino image-biografy-page (18)Durante gli anni di episcopato, mons. Bello si impegnerà profondamente nella promozione del laicato e in modo particolare l’Azione Cattolica. Egli anticipando l’unificazione giuridica delle quattro diocesi, già unite aeque principaliter, nell’unica Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi nel 1986, si adoperò perché in diocesi ci fosse una sola Associazione di Azione Cattolica e non quattro.  E fin dal novembre 1984 il Vescovo nominava il nuovo Assistente unitario dell’Azione Cattolica che andava a rilevare i quattro precedenti assistenti.

Nel Progetto pastorale, all’Azione Cattolica si chiedeva di caratterizzarsi per due linee fondamentali: «quella di essere scuola permanente di formazione per laici maturi e responsabili; quella di essere ‘devastata’ dalla passione di edificare la Chiesa locale nella realtà delle sue quotidiane strutture». In particolare «per il prossimo triennio il suo obiettivo sarà quello di far entrare nella coscienza popolare il presente progetto pastorale». Dava poi cinque opzioni di stile:

I. La costruzione della chiesa locale;
II.La formazione delle competenze;
III. L’impegno della carità;
IV. La conversione all’impegno civile;
V. Il rilancio della dimensione spirituale.

Postulazione don Tonino image-biografy-page (19)A queste opzioni facevano seguito cinque scelte concrete:

I. Se l’A.C. sceglie la parrocchia, la parrocchia deve scegliere l’Azione Cattolica;
II. L’incremento della formazione culturale permanete con l’istituzione in ogni città di un Centro Teologico di Lettura;
III. L’impegni di carità scandito sulle scelte della Caritas;
IV. Riflettere sul problema della scelta religiosa;
V. Ritiri mensili, esercizi spirituali, scuola di preghiera.

Egli si rendeva presente alle varie iniziative diocesane e lì dove poteva anche parrocchiali.

Una grande esperienza fu quella vissuta al Convegno Ecclesiale di Loreto e proprio riferendosi ad esso scriveva: «Al convegno di Loreto si è visto un laicato maturo, responsabile, preparato, audace, propositivo. Grazie a Dio, anche nella nostra Chiesa locale, che pur soffre ancora di una certa polarizzazione clericale, ci sono dei laici a cui non fa difetto né l’audacia, né la maturità, né la preparazione. Ma ancora non giocano la partita come titolari. Hanno troppo l’aria tipica delle riserve, anche quando accennano a scaldarsi ai bordi del campo. Allungano troppo la fila della panchina, non dico nella speranza ma almeno in attesa di tamponare le falle provocate dalla stanchezza o dagli infortuni dei protagonisti».