LA MOBILITA’ DELLE TENDE

Postulazione don Tonino image-biografy-page (17)Il rapporto di Mons. Bello col suo presbiterio fu improntato da una profonda fraternità sacerdotale radicata nella comunione presbiterale. Egli non smise mai di formare e esortare i suoi sacerdoti alla comunione che egli esprimeva con l’immagine del camminare insieme, senza fughe in avanti di pochi e senza rallentamenti. Certo non mancarono malintesi dettati da resistenze e lentezze di alcuni sacerdoti. Egli però non mancò mai di ascoltare, comprendere, incoraggiare e correggere, anche se non volle mai usare la forza della legge per punire, ma aspettando e accompagnando sempre con la comprensione il cambio di mentalità.
Preparava con meticolosità i ritiri dei sacerdoti con cui si fermava a meditare e pregare. Non mancava mai di andare a far visita ai sacerdoti ammalati trattenendosi con loro.
Una delle operazioni da lui lanciate fu la cosiddetta “mobilità delle tende“. Per dare dinamismo alla pastorale chiese ai sacerdoti di lasciare i vecchi privilegi che li vedevano legati ai loro posti in maniera inamovibile, per mettersi a disposizione per eventuali spostamenti. Questo fu accolto dalla gran parte dei presbiteri che si misero a disposizione del Vescovo.