IL PROGETTO PASTORALE

Postulazione don Tonino image-biografy-page (15)Il 31 luglio del 1983 pubblica sulle pagine del settimanale diocesano «Luce e Vita» il Quadro di riferimento per un piano pastorale. Nell’occhiello scriveva: «Con questo documento la Chiesa locale si incammina per la strada del rinnovamento: Il Vescovo stabilisce l’orientamento del percorso, gli uffici pastorali tracciano l’itinerario e indicano le grandi tappe, le parrocchie fissano le tabelle di marcia».
L’anno pastorale successivo fu tutto un fervore e un coinvolgimento di tutti gli operatori pastorali della Diocesi. Il Vescovo tenne conto di tutte le indicazioni e dopo varie rielaborazioni il 25 dicembre 1984 veniva pubblicato in forma definitiva il Progetto Pastorale «Insieme alla sequela di Cristo sul passo degli ultimi». E perché questo «strumento non indispensabile di lavoro pastorale, affidato alle mani di pochi, al cuore di molti, per il bene di tutti», come ebbe a scrivere nella dedica, fosse efficace e utile, approntò egli stesso un indice analitico per un uso più spedito e puntuale di quello che sia il Vescovo, sia la Chiesalocale sentiva come proprio progetto pastorale.

Ormai don Tonino aveva inaugurato un nuovo stile di programmazione ed elaborazione pastorale. Anche se quel coinvolgimento che aveva attraversato tutto il corpo ecclesiale e che da tutti era ed è considerato altamente innovativo, per lui sembrava ancora poco, tanto da scrivere nello stesso progetto: «Un progetto pastorale che si rispetti deve essere elaborato da tutte le componenti della Chiesa locale e deve coinvolgere il più possibile la base. Le progettazioni centralistiche e dirette dall’alto non soddisfano più. Qui tale coinvolgimento della base è minimo. Però, viene programmata una strategia perché la base sia resa capace di progettare da sé».

Negli anni successivi egli attua quella nuova visione di chiesa locale derivante dalla riflessione conciliare e che Mons. Bello aveva fatto sua. E se da una parte spronava ad andare avanti nell’attuazione del progetto, dall’altro sapeva anche lodare per gli sforzi e i traguardi compiuti. L’impegno precipuo è quello per un rinnovamento radicale della chiesa locale nelle sue istituzioni, affinché insieme, nella communio sempre voluta perseguita, si facesse divenire prassi il progetto pastorale