IL MINISTERO PARROCCHIALE

Postulazione don Tonino image-biografy-page (10)
Don Tonino parroco a Tricase

Dopo gli anni vissuti intensamente in Seminario, don Tonino fu mandato, nel 1978 dal vescovo Mincuzzi, nella parrocchia del S. Cuore di Ugento come amministratore parrocchiale. Da subito, riorganizzò il Consiglio Pastorale, i cui membri gestivano il patrimonio della parrocchia, si occupavano delle catechesi e delle scadenze liturgiche. Volle sempre una cura particolare nella preparazione al commento delle letture della domenica, perché desiderava che la gente progredisse spiritualmente e umanamente. Sempre a proposito della liturgia, al canto fu data grande importanza, fu considerato quale è: pienamente preghiera. Prima della messa, don Tonino stesso insegnava le parole e le tonalità dei canti. Finalmente, don Tonino era fra la gente che egli amava e che voleva servire e che, egregiamente e gioiosamente, servì, al punto che, quando dopo meno di un anno mons. Mincuzzi lo nominò parroco di Tricase, i parrocchiani del S. Cuore contestarono apertamente il Vescovo sul sagrato della chiesa.

Lo stesso impegno profuse a Tricase che, a dispetto del nome, è fra i centri più importanti del Basso Salento, nella Chiesa Madre, dedicata alla Natività di Maria SS., avvalendosi anche «dell’esperienza collaterale e sintonizzata dei parroci del luogo: don Donato, don Eugenio, don Antonio Ingletto». Don Tonino fu mandato a Tricase per fare un’esperienza pastorale diretta, per essere immerso in un popolo, per conoscere la gente nella sua povertà e nelle sue frustrazioni, nelle sue gioie e nei suoi entusiasmi.

Postulazione don Tonino image-biografy-page (12)La parrocchia, dunque, fu per don Tonino l’occasione per attuare le direttive elaborate nel piano quadro della diocesi: la catechesi aperta all’affermazione della giustizia e alla crescita della coscienza comunitaria a sostituzione del culto inteso come semplice devozione; la liturgia vissuta e praticata dalla comunità come incontro diretto con Dio e liberata da forme arcaiche di culto; l’impegno caritativo, che partiva dall’osservazione dei bisogni dell’uomo e che si attuava in momenti d’intervento e condivisione.
Egli poi sosteneva la relatività della parrocchia, che è Chiesa solo in perfetta comunione con la Diocesi. Tale comunione è dono di grazia e volontà di vivere in questo dono, anche se richiede fede e sacrificio.
Egli volle che la Parrocchia fosse anche luogo di dibattito sociale e culturale per formare coscienze libere e critiche, capaci di esprimersi anche su questioni di respiro universale: fondò, dunque, il Centro Teologico di Lettura, a cui donò gran parte dei suoi libri. Tale centro divenne luogo d’incontro e di dibattito, ma anche supporto valido per gli studenti di ogni ordine di scuola. Il sogno di don Tonino fu quello di collegare il Centro alla Scuola Diocesana di Teologia di Ugento e di farne una voce sul territorio.

In parrocchia, don Tonino istituì il Gruppo Caritas, con il suo osservatorio delle povertà. Già da allora nella sua prassi pastorale si evidenziò questa sensibilità nei confronti dei poveri. Da Vescovo spiegherà che il cuore della Chiesa è proprio la Caritas, che non è l’organo che eroga l’elemosina ai poveri, ma che è «l’organo che aiuta l’organismo a realizzare una sua funzione vitale: la pratica dell’amore. È l’occhio che fa vedere i poveri, antichi e nuovi. È l’udito che fa ascoltare il pianto di chi soffre ed amplifica la voce di Dio che provoca al soccorso ed alla salvezza». La stessa sensibilità unita all’intelligenza indusse don Toninoad interrogare il territorio e a fondare l’A.DO.VO.S. (Associazione Donatori Volontari del Sangue) per sconfiggere la piaga del commercio di sangue.

In conformità alle direttive del Magistero più avanzato di quegli anni, don Tonino Bello favorì la partecipazione dei laici alla gestione diretta dei beni della parrocchia istituendo il Consiglio Pastorale Parrocchiale e il Consiglio per gli Affari Economici. Il Consiglio Pastorale fu eletto per la prima volta con metodo democratico, cioè con vere e proprie elezioni svolte in chiesa, abolendo così la creazione dall’alto di questo organismo.