DON TONINO FORMATORE DEL LAICATO

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Don Tonino con alcuni giovani

Egli capì benissimo e in fretta il significato di Chiesa-Popolo di Dio: per questo, le sue proposte furono per tutti e aiutò  tutti a crescere. Fu proprio in questo periodo che don Tonino divenne quel dottore itinerante, che diffuse nelle parrocchie e ai laici della sua chiesa locale la novità, la ricchezza, la bellezza del Concilio e del suo insegnamento. Di notevole spessore furono gli incontri di formazione diocesana, promossi dall’Ufficio catechistico, e svolti nel corso della Quaresima, negli anni dal 1970 al 1974. Le «lucide, sintetiche e profonde lezioni di don Tonino» nutrirono le attese di un numero crescente di laici.
Le dispense, globalmente considerate, costituiscono un breve compendio di teologia. Tali dispense fecero diventare familiari molti concetti, come quello di liturgia, fonte e culmine dell’azione della Chiesa, quello di partecipazione attiva alla Sacra Liturgia, di Chiesa-Popolo di Dio, di Chiesa-Sacramento. Le sintesi si presentano ricche di rimandi ai documenti del Concilio ‘ don Tonino cita ripetutamente la Dei Verbum, laLumen Gentium, la Gaudium et Spes ‘ , di cui i concetti sono presentati con  linguaggio chiaro ed efficace, che, talvolta si serve di schemi; sono gremite d’immagini.

Sempre in riferimento al laicato, don Tonino si assunse l’impegno di promuovere il Consiglio Pastorale Diocesano (C.P.D.). La diocesi di Ugento fu tra le prime a istituirlo e il 1° ottobre 1968 i consiglieri del C.P.D. ricevettero una circolare con una traccia per il piano catechistico diocesano. Seguirono, nel 1969 e nel 1970, grandi discussioni su quel tema e, in vista del nuovo statuto emanato da mons. Riezzo nel 1971, furono organizzati dibattiti e convegni.

Nel 1969, quando Gigi Lecci divenne presidente unitario di Azione Cattolica, don Tonino diventò, nella stessa assemblea, il primo assistente unico di A.C.: fu l’anno della svolta. L’Azione Cattolica riscoprì il suo essere Chiesa-Popolo di Dio e poi associazione, mezzo, strumento di apostolato. Don Tonino, in quegli anni, girava per le parrocchie accompagnato da Gigi Lecci e, da subito, attorno a loro, si formò un gruppo di giovani che organizzò il primo convegno diocesano estivo unitario sul tema «La nostra fede oggi», di cui fu relatore don Fortunato Spertini, assistente nazionale del settore giovani. Nel dicembre dello stesso anno, i giovani di Azione Cattolica crearono il periodico interno «Collegamento», che poi prese il nome di «Insieme». La preoccupazione costante di don Tonino fu quella «di comunicare, parlare, far circolare le idee, far crescere, maturare, rendere adulti, formare le coscienze, rendere capaci di saper leggere i fatti, gli avvenimenti, le situazioni e operare di conseguenza» .

La Conferenza Episcopale Italiana, sulla scia degli insegnamenti di Paolo VI, promosse il Convegno Ecclesiale «Evangelizzazione e Promozione Umana» (Roma, 30 ottobre ‘ 4 novembre 1976). Nel 1975, Mons. Mincuzzi chiese a don Tonino e a Gigi Lecci di coordinare il «Comitato Diocesano Evangelizzazione e Promozione Umana» per preparare la diocesi al Convegno. Per l’occasione, don Tonino fece distribuire durante tutte le domeniche di Quaresima di quell’anno dei volantini per sollecitare la riflessione dei laici circa quella tematica.
La vera perla preziosa che don Tonino riportò a casa alla fine del Convegno scaturì dalle parole di P. Mariano Magrassi: «Si ha la vera evangelizzazione e promozione umana quando un mendicante indica a un altro mendicante dove tutti e due possono trovare di che sfamarsi». Questa frase, scritta subito per «paura di perderne la lucentezza», gli parlava «dell’ansia di una chiesa povera, priva di appoggi, spoglia di potere, gioiosa di condividere la situazione degli umili». Era la Chiesa che lui desiderava: povera con i poveri, vicina agli uomini, calata nella realtà.
Il 1976 fu anche l’anno in cui don Tonino ricevette l’incarico di Vicario del Vescovo per la Pastorale Diocesana. In quell’occasione formulò un giudizio sulla situazione del clero e di riflesso su quella del popolo cristiano, che molto gli servirà quando, divenuto parroco, dovette immergersi fra la gente.